GROTTAZZOLINA E SPOLETO PER CHIUDERE NOVEMBRE

GROTTAZZOLINA E SPOLETO PER CHIUDERE NOVEMBRE

Novembre si concluderà con due partite ad alto coefficiente di difficoltà per la Kemas Lamipel.
Due forti formazioni, del calibro di Grottazzolina e Spoleto, fa le migliori della A2, ospiteranno i “Lupi” in campionato ed in Coppa Italia.
Domenica prossima (ore 19,30), in provincia di Fermo, i marchigiani di coach Ortenzi vorranno riscattare il 3-1 dell’andata e, pochi giorni dopo, saranno gli oleari della Monini a puntare al superamento del turno in coppa.
Si giocherà, in gara secca, al palasport intitolato a don Guerrino Rota, nella città del famoso Festival dei Due Mondi a partire dalle ore 20,30.
“Ce le giocheremo tutte e due” – dice Totire che tuttavia non aggiunge altro, ben sapendo che la Coppa Italia costituisce un premio per quanto fatto nella prima parte del campionato e che, nel girone di ritorno, i biancorossi dovranno spingere a fondo per restare tra le prime quattro, classificandosi così per i play-off.
Ecco, sarà proprio questo l’obiettivo da centrare entro il 21 gennaio, quando si concluderà, con la trasferta in Puglia con Alessano, la prima parte del campionato di A2.
In poco meno di due mesi verrà disputata la seconda tornata di gare: non ci sarà tregua e, nel cuore dell’inverno, la compagine conciaria sarà chiamata a dare il massimo per staccare il pass per i play-off.
Intanto si riparte da Grottazzolina, sul campo di una squadra in salute, seconda in classifica, fermata sabato scorso dalla capolista Roma, dopo una lunga serie di successi.
Marchigiani secondi con 21 punti all’attivo e “Lupi” terzi, subito dietro, con due sole lunghezze in meno.
Morelli e l’australiano Richards guideranno l’attacco della Videx, nel non certo capiente impianto grottese, ben conosciuto tuttavia dei “Lupi”, che lo sperimentarono per la prima volta, nella stagione 1994-95 in B1.
Di quella squadra faceva parte Pagliai, in quale giocava da attaccante-ricettore in coppia con Caligaris, mentre l’opposto era Alvarez. Il sestetto base era completato da Arena, Alessandro Bachi e Marcolini ed in rosa c’erano pure: Trappmann, Gozzi, Max Falaschi, Moretti e Bocini.
Quella squadra vinse il campionato di B1, tornando in A2, dopo un lungo duello con i castelfranchesi dell’Arno. A Grottazzolina i “Lupi” del tecnico Antonio Zecchi si imposero per 3-0.
Questo narra la storia; tuttavia la serie di confronti fra santacrocesi e grottesi sarebbe ripresa – con una certa frequenza – a partire dagli anni duemila.
Fra pochi giorni si giocherà di nuovo nelle Marche. Si prospetta una gara dura e difficile ed i biancorossi ne sono perfettamente consapevoli.
Per far bene occorrerà una Kemas Lamipel lucida e battagliera.

Marco Lepri -Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

IERI LE ESEQUIE DI CARLO FALASCHI

IERI LE ESEQUIE DI CARLO FALASCHI

Si sono svolte ieri le esequie di Carlo Falaschi. Al rito funebre, concelebrato da don Romano Maltinti e don Luciano Niccolai, ha partecipato tanta gente, che si è stretta intorno ai familiari per l’ultimo saluto al loro caro.
Nutrita la rappresentanza dei “Lupi”, di ieri e di oggi, qualcuno addirittura di sempre, che ha preso posto nella navata laterale sinistra, vicino alla sacrestia.
C’erano, praticamente 55 anni di storia, coi “Lupi” della prim’ora come Sergio Balsotti, Sergio Gronchi, Piero Conservi, Giuliano Novelli, Massimo Giani, Giovanni Vivaldi, Sandro Comparini, Fausto Pinori, Massimo Melai, Edoardo Dami ed i compagni di squadra di Carlo, quali Paolo Guiannoni e Mario Branzi.
Presenti pure: Marco Lepri, Sergio Rosati, Curzio Guidi, Luciano Benvenuti, Urbino Taddei, Alberto Lami, Riccardo Nuti e Andrea Branzi.
La prima squadra era rappresentata da Alessandro Pagliai e Matteo Morando oltre che dai giocatori Alberto Elia, Filippo Ciulli, Vincenzo Tamburo e Davide Benaglia.
Notati pure l’allenatore Michele Totire, il dirigente ed ex giocatore Luca Ciulli ed altri ex giocatori quali: Marco Gozzini, Leonardo Pro, Antonio Martini, Agostino Pantani, Alessandro Pieragnoli, Paolo Gozzi e Paolo Emilio Baldaccini.
Poco prima della conclusione del rito, don Luciano Niccolai ha ricordato la figura di Carlo Falaschi, preceduto dal presidente biancorosso Sergio Balsotti che ha letto questo parole:
“Intanto, pensando di interpretare il pensiero dei familiari, desidero ringraziare tutti i presenti. In un giorno triste, vedere così tanta gente, oltre che significativo, è pur sempre una piccola consolazione. Grazie anche ai familiari che mi hanno consentito di dire qualche parola per ricordare Carlo.
Per me, per Carlo, per molti di noi qui presenti, dopo la famiglia ed il lavoro, i Lupi hanno rappresentato una parte importante della nostra vita.
Con Carlo c’erano tre anni di differenza e, 55 anni fa, rappresentavano una barriera; si tendeva infatti a stare con i coetanei. Ma da noi c’erano più grandi come Sergio Gronchi, Auro Giuntoli, Giuliano Novelli e più piccoli come Carlo, Marco Gozzini, Alessandro Cavallini, Giovanni Vivaldi, Alberto Pinori ed adolescenti come Marco Lepri.
Ma era una grande famiglia dove, oltre che per l’età, non facevamo distinzioni ne’ di carattere sociale od economico. Questo era il contesto.
Eravamo insieme per un’avventura, i Lupi, che poi, col tempo, credo, sarebbero diventati una importante istituzione cittadina.
Carlo, come ha scritto Marco sul sito dei Lupi, è stato uno dei primi. Primo capitano, palleggiatore atipico per quei tempi, era un colosso rispetto agli altri.
Per la pallavolo di allora era pure bravo.
Per vedere quanto si divertisse basta sfogliare le prime pagine di quel libro che realizzammo con Marco quattro anni fa, dove compare spesso.
E’ sempre sorridente e trasudava entusiasmo, quello che allora ci contagiò tutti.
Giocavamo inizialmente all’aperto, sullo sterrato del campino, prima di accedere alla palestrina della scuola media Banti.
In un articoletto della Nazione, credo del 1965, sono in formazione con lui a San Miniato e ricordo finimmo la partita sotto la pioggia. Preistoria.
Con lui abbiamo riempito le nostre macchine per andare il sabato sera a Firenze per vedere giocare la Ruini della serie A, per imparare, per migliorarci.
Quando, per un infortunio, ha smesso di giocare, è stato a lungo dirigente.
In Consiglio, per Carlo, il colore grigio non esisteva; o bianco o nero, ed era svelto e pragmatico nelle decisioni.
Dopo, con la sua passione, ha contagiato i figli, prima Massimiliano, poi Marco.
Ci eravamo un po’ persi; ci vedevamo negli ultimi anni per una cena in settembre nella canonica di Don Luciano, il nostro padre sportivo e spirituale, oltre che fondatore.
Gli chiedevo del figliolo che ancora gioca e poi ovviamente si parlava di pallavolo.
Recentemente mi confessò che più che per l’aspetto sportivo, era orgoglioso dei figlioli per come erano bravi ragazzi.
Lo scorso settembre nessuno mi ha chiamato per la consueta cena; forse, chi di solito organizzava, Sergio Gronchi e Alberto Pinori, con una specie di tacito accordo, avranno pensato che non sarebbe stato corretto farla mentre Carlino non stava bene.
Ci siamo sentiti con Carlo in giugno, credo. Lo chiamai per sapere se avrebbe confermato il suo contributo annuale per la Società.
“Ma vòi scherzà”, fu la risposta.
Ricordo, e me ne vergogno un po’, che non gli chiesi “come stai” per non fargli dire una bugia se mi avesse risposto “bene”, oppure, o anche, per non metterlo in imbarazzo dovendomi poi raccontare i suoi problemi di salute, le cure.
Ho finito.
Probabilmente ho detto qualcosa di superfluo oppure ho omesso cose più importanti, ma tant’è, così mi è venuto di ricordarlo.
Ufficialmente, a nome della Società che rappresento, esprimo alla famiglia le nostre più sentite e commosse condoglianze.
In maniera meno formale, alla moglie, ai figli, al fratello, dedico un forte abbraccio da parte di tutti.
Era un bravo ragazzo. Noi non lo dimenticheremo. Ciao Carlo”.
Vorremmo aggiungere: buon viaggio, vecchio “lupo” biancorosso.

Marco Lepri – Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

OGGI L’ULTIMO SALUTO A CARLO FALASCHI

OGGI L’ULTIMO SALUTO A CARLO FALASCHI

Si svolgeranno oggi pomeriggio i funerali di Carlo Falaschi, il primo capitano dei “Lupi” venuto a mancare domenica scorsa all’età di 69 anni.
La salma di Carlino – come lo chiamavano in tanti a Santa Croce – è giunta ieri pomeriggio, poco dopo le 15, nell’abitazione di via Manzoni, dove tante persone si sono recate per dare l’ultimo saluto ad un uomo onesto, grande lavoratore e padre di famiglia esemplare.
Anche il sindaco Giulia Deidda e l’assessore Piero Conservi hanno fatto visita alla moglie, signora Manuela ai figli Massimiliano e Marco ed ai parenti più stretti.
Conservi, ha ricordato i giorni della gioventù, ai “Lupi”, quando il legame con Carlo era forte ed i ragazzi del “campino del prete”, si apprestavano a dar vita ad una bellissima avventura che tuttora procede spedita dopo più di 50 anni di storia.
Presente anche la dirigenza attuale e “vecchia” del sodalizio biancorosso a coninciare dall’ingegner Gronchi, ex presidente di lungo corso.
Questo pomeriggio, alle ore 14,30 avrà inizio il rito funebre con una nutrita delegazione del club conciario, rappresentato dal presidente Balsotti e da alcuni dirigenti, staff tecnico e vari atleti. Successivamente la salma di Falaschi verrà cremata a Livorno per volontà dello stesso.

Marco Lepri – Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

Nella foto di repertorio: Carlo Falaschi viene premiato, quale capitano, al termine del memorabile spareggio di Firenze con l’Use Empoli, vinto per 3-2 dai “Lupi”, nel giugno del 1970.

E’ MORTO CARLO FALASCHI, IL PRIMO CAPITANO DEI LUPI

E’ MORTO CARLO FALASCHI, IL PRIMO CAPITANO DEI LUPI

Si è spento nella mattinata di oggi Carlo Falaschi, per tutti Carlino, “lupo” della primora, all’età di 69 anni.
Carlino era ricoverato all’ospedale fiorentino di Torregalli, dove era stato trasferito, dopo le cure ricevute prima a Massa e successivamente ad Empoli, lottando con un male che alla fine l’ha sopraffatto.
I “Lupi” ammainano oggi una loro grande bandiera, quella del loro primo capitano, uno degli artefici del primo significativo successo nel giugno del 1970: la promozione in serie C, la terza serie nazionale all’epoca. Falaschi era il capitano di quella squadra che prevalse per 3-2 a Firenze sull’Use Empoli, imponendosi poi nei successivi spareggi di Cecina.
Proprio a Cecina si concluse la carriera di Carlino per un infortunio, a soli 22 anni, aprendogli successivamente le porte della società, presieduta dall’ingegner Sergio Gronchi, nel ruolo di dirigente.
Carlino era stato uno dei fondatori dell’epica A.S. “Lupi”, insieme a Sergio Balsotti ed altri, uno di ragazzi di don Luciano Niccolai, un ragazzone che frequentava ragioneria a San Miniato e che, una volta terminati gli studi, avrebbe subito trovato la collocazione definitiva nel gruppo conciario guidato da Endro Lupi.
Fino a pochi mesi fa, il nostro ha lavorato per il gruppo che l’aveva accolto fin da giovane, ponendolo poi alla guida della tranceria Seci Lupi a Castelfranco di Sotto.
Carlino, dal matrimonio con la signora Manuela, ha avuto due figli, due ragazzi che hanno dato il loro apporto alla causa biancorossa: Massimiliano e Marco.
Massimiliano ha giocato negli anni Novanta, nel ruolo di schiacciatore in B1, mentre Marco, quale palleggiatore, ha raggiunto alti livelli, dopo aver militato nella Codyeco Lupi in A2.
La famiglia Falaschi è stata quindi una fucina di atleti per i “Lupi” che, proprio stamani mattina, hanno perso un pilastro, una colonna dei primi anni Sessanta quale giocatore ed un attento dirigente in seguito. Fino a quando la salute glil’ha concesso, Carlino è sempre stato presente al PalaParenti, prendendo posto in alto, nella “tribuna bassa”, vicino all’amico Massimo Giani, un altro “pretoriano” della primora, insieme a Giovanni Vivaldi, altro punto di riferimento per tanti giovani di allora.
Della famiglia Falaschi non possiamo dimenticare Roberto, fratello minore di Carlino, sostenitore in tutti i sensi, dei colori biancorossi.
I funerali di Carlino si svolgeranno martedì pomeriggio alle ore 14,30 nella chiesa Collegiata di San Lorenzo Martire e, tanti “Lupi” saranno presenti, per dare l’ultimo saluto ad una loro storica bandiera.

Marco Lepri – Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

KEMAS LAMIPEL IN ALTO: TERZO POSTO E BALZO IN COPPA

KEMAS LAMIPEL IN ALTO: TERZO POSTO E BALZO IN COPPA

KEMAS LAMIPEL: Ciulli 2, Wagner 31, Elia 4, Benaglia, Colli 5, Hage 11, Taliani (libero), Acquarone, Zonca 11, Miscione 5, Tamburo n.e, Andreini (libero) n.e, Polidori n.e. Allenatore: Totire.
AURISPA ALESSANO: Alberini, Culafic 19, Tomassetti 7, Usai 10, Lipinsky 19, Lazzeretto 5, Bisci (libero), Cordano, Lugli, Peluso n.e, Loglisci 1, Erminio Russo n.e, Dario Luigi Russo (libero) n.e. Allenatore: Tofoli.
Arbitri: Rossetti e Luciani di Ancona.
Successione set: 28-26; 23-25; 25-19; 25-21.
Spettatori: 300.
Battute sbagliate Lupi: 20, Aces: 6, Muri: 10.
Battute sbagliate Aurispa: 18, Aces: 9, Muri: 8.
Notte di gloria per la Kemas Lamipel che supera per 3-1 un ostico Alessano e centra la qualificazione alla Coppa Italia. I “Lupi” si piazzano, al giro di boa del Girone Bianco, addirittura al terzo posto, bruciando Siena sconfitto a Catania.
La squadra di Totire vola con quattro vittorie consecutive, collocandosi dietro le prime due: Roma e Grottazzolina. Sono 19 ora, i punti in graduatoria per i conciari, sospinti anche ieri sera da uno straordinario Wagner autore di 31 punti.
Il brasiliano di colore del team santacrocese è una delle assolute rivelazioni del campionato di A2, uno dei tanti colpi di mercato, messi a segno da un club storico, non nuovo a scoprire atleti di talento.
La Coppa Italia è un traguardo importante, raggiunto con merito dai giocatori del presidente Balsotti. La partita con l’Aurispa è stata dura, molto più di quanto non dica il risultato.
I leccesi di Tofoli, ben orchestrati da Alberini, sostenuti da Culafic e Lipinski, corroborati da Usai e Tomassetti, hanno confermato il loro valore, tenendo in scacco i padroni di casa per lunghi tratti.
La ricezione talora balbettante non ha aiutato Ciulli, costretto a rifugiarsi sulle bande, col muro salentino a far buona guardia in particolare con l’ex antiochense Usai.
Il primo set ed il secondo sono stati equilibrati (28-26 e 23-25), con errori di misura da ambo le parti, con la continuità e la tranquillità che sono venute meno, tenendo spesso in bilico il risultato.
La Kemas Lamipel è stata brava ad allungare nella parte finale del terzo (25-19) e quarto set (25-21) con Colli sempre prezioso al servizio.
Nel quarto parziale ha deciso un muro di Ciulli che ha fruttato il punto del 25-21 con cui i padroni di casa hanno messo al sicuro il risultato. Ma il muro della Kemas Lamipel era stato decisivo anche nel suggellare il primo ed il terzo gioco, con Zonca a murare il tenace Culafic in due momenti chiave.
I “Lupi” hanno dimostrato ancora una volta carattere, battendosi senza mai mollare anche nei momenti di maggior disagio, facendo quadrato, senza mai cedere la presa.
Gli attaccanti-ricettori hanno spesso cantato e portato la croce, predisponendosi ad una gara di fatica contro un avversario coraggioso e di carattere.
Il pubblico del PalaParenti, non molto numeroso soprattutto per l’orario “infelice”, ha dato il suo apporto soprattutto nei momenti più caldi di ogni parziale.
La partita è stata battagliata e piuttosto sofferta ma vinta con merito dagli irriducibili totiriani che ora attendono di conoscere l’avversario di coppa.
Imperterrito Wagner, deciso Zonca, prezioso Miscione, indomito Colli e, con lui Ciulli. Taliani meglio in difesa che in ricezione.
Hage sempre predisposto alla lotta ed out per un dolorino ad una coscia verso la fine del terzo set. Capitan Elia e tutti i biancorossi molto soddisfatti a fine gara, come tutto l’ambiente conciario, per il terzo posto e l’approdo in coppa.

Marco Lepri – Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

LUPI, NOTTE D’ATTACCO PER L’INGRESSO IN COPPA

LUPI, NOTTE D’ATTACCO PER L’INGRESSO IN COPPA

Kemas Lamipel alla ricerca della qualificazione in Coppa Italia, questa sera (20,30) coi leccesi dell’Alessano. Si gioca al PalaParenti una gara che emetterà il primo ed importante verdetto della stagione, nell’ultimo turno del girone d’andata nel Girone Bianco.
Resta solo un posto con Roma e Grottazzolina già qualificate e Siena terza forza.
Per l’ultimo posto “Lupi” favoriti sulla concorrenza composta da Aversa, Potenza Picena e lo stesso Alessano.
Questa sera la Kemas Lamipel ospita Alessano ed a Civitanova Marche si giocherà Potenza Picena-Aversa, aggiungendo ulteriore interesse ad una notte in cui i conciari cercano sostanziali conferme.
I biancorossi di Totire spareranno il loro colpo e, mettendolo a segno con una vittoria da tre punti, renderanno così vano il tentativo delle altre pretendenti.
Conciari chiamati a superare un avversario forte fisicamente, una squadra alta e prestante, che punterà deciso sull’opposto montenegrino Culafic e sullo schiacciatore polacco Lipinski.
I pugliesi dell’Aurispa, giocheranno con Alberini-Culafic, Tomassetti-Usai, Lazzaretto-Lipinski e Bisci libero.
Nella Kemas Lamipel, reduce da tre vittorie consecutive e col morale alto, probabile l’impiego di Zonca titolare al posto di Hage.
Certi del posto dovrebbero essere: Ciulli, Wagner, Elia, Benaglia, Colli e Taliani.
Stasera si daranno battaglia due formazioni distaccate di soli tre punti, con i biancorossi a quota 16 ed i leccesi a 13.
Sulla panchina dei pugliesi siederà coach Tofoli dopo l’esperienza di Siena, dove ha vinto la Coppa Italia di A2.
I biancazzurri sono da ieri nella zona del Cuoio e, proprio nel pomeriggio di ieri si sono allenati nell’impianto santacrocese dove stamani mattina, a partire dalle 9,30 i salentini prenderanno di nuovo confidenza col campo da gioco.
A seguire toccherà ai biancorossi del presidente Balsotti che ieri ha assistito all’allenamento dei “Lupi”, scambiando qualche opinione col consigliere Sergio Rosati. Presente pure il vice presidente Alberto Lami.
Stasera, gli uomini che capitan Elia e compagni, dovranno tenere maggiormente a bada saranno Culafic e Lipinski, in una notte ricca di contenuti, in cui i “Lupi” si giocano quella qualificazione alla Coppa Italia che, solo una settimana fa, pareva un sogno.

Marco Lepri – Ufficio stampa “Lupi” Santa Croce

Nella foto di Veronica Gentile: Colli (di spalle) e Zonca. I due attaccanti-ricettori hanno chiuso in coppia la vittoriosa partita di Aversa.