Il Tabellino di Italia – Giappone 3-0 (25-20, 25-21, 25-23) ITALIA: Giannelli 2 P, Lanza 11 S, Anzani 8 C, Zaytsev 13 O, Juantorena 11 S, Mazzone 9 C. Libero: Colaci. Nelli. N.e: Candellaro, Randazzo, Baranowicz, Rossini (L), Cester, Maruotti. All. Blengini GIAPPONE: Ishikawa 9, Ri 1, Otake 11, Yanagida 9, Yamauchi 7, Sekita 2. Libero: Koga. Fushimi, Asano, Onodera, Ide (L), Fukuzawa. N.e: Fuji e Nishida. All. Nakagaichi
Match d’apertura dei Mondiali 2018 di volley maschile: l’Italia realizza un secco 3-0 (25-20; 25-21; 25-23) contro il Giappone; partita giocata all’aperto sotto le stelle di fronte a 11mila spettatori del Foro Italico di Roma.
E’ quindi trionfalmente inaugurata dagli Azzurri l’iridata manifestazione internazionale che si concluderà il 30 settembre con la finale a Torino. Prossimo incontro per l’Italia, giovedì 13 settembre, 21.15 a Firenze contro il Belgio.
Saranno l’Italia (Bari, Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino) e la Bulgaria (Ruse, Sofia e Varna) ad ospitare il torneo al quale partecipano 24 nazionali.
Alto 200 cm, Luca Bucciarelli è uno dei tre nuovi centrali della Kemas Lamipel assieme a Mario Ferraro e Federico Bargi.
Nato a Foligno, il 22 Gennaio del 1995, gli ultimi due anni giocati a Civitanova Marche nel Volley Potentino, racconta con entusiasmo il percorso che lo ha portato a Santa Croce:
“Degli ultimi due anni di Civitanova Marche, porto dentro di me un bel ricordo: l’ambiente, la società e tutta l’organizzazione che gira intorno alla squadra mi ha permesso di farmi sentire a mio agio e crescere a livello pallavolistico.
L’interesse che ha mostrato per me la Kemas Lamipel qualche tempo fa, l’ho vissuto con grandissimo eccitazione: sapevo dell’importanza della Società Lupi, appena questa occasione si è concretizzata l’ho colta al volo. E ora posso dire di essere contento di questa scelta! Già del primo giorno del Raduno, ho visto l’attaccamento dei tifosi, della società e dello staff a questa squadra: uno stimolo in più alla voglia di far bene!”
A proposito del Raduno, sono passate già 3 settimane di lavoro, e la domanda di rito e d’obbligo: quali sono le impressioni sui tuoi compagni?
“Sono molto soddisfatto: sono ottimi giocatori ma prima di tutto sono brave persone! Non conoscevo nessuno, se non da avversario. E’ stata sintonia da subito e l’armonia di un bel gruppo è fondamentale per uno sport di squadra come la pallavolo”.
Luca quali sono le tue aspettative personali di questa stagione?
“Voglio crescere e migliorarmi: ho davanti due giocatori di ottimo livello e posso solo imparare da loro; ho uno staff tecnico che può farmi crescere ed uno staff medico che può solo perfezionarmi. Le mie ambizioni personali poi coincidono con quelle della squadra: fare un bel gioco per raggiungere gli obbiettivi più alti possibili… ma per scaramanzia meglio non dirli!”
Quali sono i tuoi interessi fuori dal palazzetto?
“Mi piace il calcio e con la mia fidanzata condividiamo la passione per l’arte e per i viaggi. Appena ci saremo ambientati e ne avremo la possibilità, inizieremo a girare le belle città della Toscana!”
Luca qual è l’augurio migliore che puoi farti?
“Mi auguro di festeggiare tantissimi successi in compagnia dei tifosi biancorossi, di divertirci e gioire tutti insieme il più possibile!”
La Società Lupi Santa Croce ha stilato una sorta di vademecum regolamentare, per tracciare una linea comportamentale fondata su quei valori che noi riteniamo basilari per la costruzione di qualcosa di importante.
LA PALLAVOLO E’ UNO SPORT CHE SI BASA SUI PRINCIPI DI EDUCAZIONE E RISPETTO
Rispetto verso sé stessi, i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri, gli allenatori, il pubblico ed anche verso le attrezzature e gli impianti.
“IL GIOCATORE”
Il tuo COMPORTAMENTO CORRETTO, in campo e fuori dal campo, è estremamente importante perché, oltre ai principi basilari di buona educazione, è la prova del valore della Società Sportiva che rappresenti.
—> IL RISPETTO
Rispetta te se stesso curando il tuo stile di vita affinché sia idoneo alla pratica dello sport.
Ricorda che è buona regola di educazione e convivenza ogni qualvolta incontri persone conosciute e non nelle strutture sportive porgere un SALUTO RISPETTOSO a compagni, dirigenti e personale di servizio.
Comportati sempre in modo corretto e decoroso negli ambienti e negli spazi pubblici, soprattutto quando indossi la tuta/divisa della Società.
In palestra per evitare disturbi o interruzioni dell’allenamento IL CELLULARE DEVE ESSERE SPENTO.
E’ VIETATO tramite i social network esprimere giudizi lesivi su qualunque persona o commenti offensivi, nei
confronti di direttori di gara, società, dirigenti, atleti, federazione etc.
—> LA PUNTUALITÀ’
Agli allenamenti o ai ritrovi pre-partita è doverosa sia per rispetto dell’allenatore che nei confronti dei tuoi compagni.
Presentati in palestra in tenuta sportiva ALMENO 5 MINUTI prima dell’ora stabilita, all’interno della zona di allenamento o partita, per poter iniziare tutti insieme.
—> LA PRESENZA E LA PARTECIPAZIONE
Comunica in anticipo assenze (gite scolastiche, vacanze etc), ritardi o uscite anticipate all’allenatore affinché possa preparare e/omodificare in modo adeguato l’allenamento stesso.
—> ABBIGLIAMENTO
In occasione delle partite di campionato e/o nelle tappe minivolley è obbligatorio indossare la DIVISA DI GARA, arrivando al ritrovo indossandola già con lo zainetto/borsone delle Società.
—> IL RISPETTO PER LE COSE
La Società gradisce e ti chiede di AVER RISPETTO del materiale personale, impara a preparare tu il tuo borsone, tieni in ordine il vestiario sociale, abbi cura della pulizia del tuo vestiario e delle scarpe da gioco.
Lo stesso RISPETTO è doveroso anche nei confronti di strutture, spogliatoi, campi di gioco e attrezzature sportive che utilizzi per l’allenamento o per le partite.
Ricordati sempre che si tratta di BENI DI USO COMUNE e che a tutti fa piacere trovarli come vorresti trovarli tu.
A fine allenamento rimetti in ordine le attrezzature ed il materiale usato; LASCIA IN ORDINE LO SPOGLIATOIO.
—> L’ALLENATORE
Segui con attenzione le direttive dell’ALLENATORE, anche tuo malgrado, impegnandoti sempre al massimo delle tue possibilità.
Chiedi sempre l’AUTORIZZAZIONE dell’allenatore nel caso ti allontani dalla palestra.
—> PRIMA DURANTE E DOPO LA PARTITA
Sarai un “VERO CAMPIONE” se rispetti queste semplici regole.
Dimostra massima LEALTA’ con i compagni e con gli avversari e tieni sempre un COMPORTAMENTO CORRETTO verso l’arbitro, l’avversario, i compagni e anche verso il pubblico che assiste alle partite.
ACCETTA CON SERENITA’ LE DECISIONI ARBITRALI, anche quando le ritieni errate. I tuoi errori durante una partita sono di gran lunga superiori a quelli commessi dall’arbitro: quindi niente vittimismo e sceneggiate.
Allo stesso modo non devi per nessun motivo esprimere GIUDIZI NEGATIVI sui tuoi compagni, sull’allenatore o sui Responsabili della tua Società.
Inoltre partecipa alle attività organizzate dalle due Società, segui con interese le partite della prima squadra per rubare i segreti ai giocatori professionisti, condividi MOMENTI DI FESTA insieme alla TUA SQUADRA e a tutti i componenti della società.
“L’ALLENATORE”
Anche lui e con maggior ragione, deve attenersi scrupolosamente a determinare REGOLE DI COMPORTAMENTO, con gli atleti, con i genitori e con la Società Sportiva.
Un buon Allenatore non deve mai dimenticare che il suo ruolo è essenzialmente educativo, come punto di riferimento e di esempio per i giocatori in campo e fuori. Tale ruolo impone quindi di mantenere
sempre l’autocontrollo anche nei momenti di difficoltà, non deve mai indirizzare FRASI OFFENSIVE o comunque SCURRILI all’arbitro, agli avversari o al pubblico.
E’ responsabile nei confronti della società della formazione e della crescita degli atleti, oltrechè della coesione e del buon andamento del gruppo affidatogli, in linea con le indicazioni della società, secondo gli
scopi e gli obbiettivi prefissati e in collaborazione con il proprio dirigente.
Deve trasmettere gioia, entusiasmo fiducia, incoraggiare e motivare, correggere possibilmente senza rimproverare o mortificare. Per far valere le sue direttive non deve assolutamente umiliare o offendere i giocatori, l’uso della forza è punito con l’esonero immediato.
L’allenatore:
– è tenuto a mantenere con gli atleti un atteggiamento di massimo rispetto sia nel linguaggio che nei modi;
– è sempre puntuale agli allenamenti e alle gare;
– ha la piena responsabilità nella formazione della squadra assegnata;
Eventuali provvedimenti disciplinari ricevuti per causa dell’allenatore saranno presi in esame dalla Società, la quale deciderà se intervenire nei confronti dello stesso con eventuali sanzioni;
– dovrà motivare continuamente gli atleti affinché il rendimento scolastico sia sempre consono alle proprie capacità, ricordando loro l’importanza dell’impegno nello studio come in palestra;
– deve ricordare agli atleti i principi fondamentali del fair-play (rispettare le regole del gioco, rispettare gli avversari, rispettare il direttore di gara, concorrere ad un obiettivo comune, non accettare comportamenti scorretti, non imbrogliare etc.);
– ha l’obbligo della buona conservazione del materiale messo a disposizione dalla Società;
– segnala tempestivamente eventuali anomalie all’interno della palestra, eventuali situazioni di sporcizia, disordine, guasti o disfunzioni;
– partecipa ai momenti formativi della federazione, a quelli organizzati dalla Società e ai momenti di confronto con gli altri tecnici;
– segue le linee guida tecniche predisposte dal direttore tecnico e approvate dal consiglio;
– si rende disponibile assieme al dirigente per eventuali incontri organizzati dalle Società e/o dal Direttore Sportivo con le famiglie;
– durante gli orari di allenamento è responsabile degli atleti minorenni, per cui dovrà provvedere affinché qualsiasi esercizio o gioco venga svolto seguendo le norme di massima sicurezza;
“I GENITORI”
Nell’ambito sportivo giovanile, anche i genitori svolgono un ruolo fondamentale nell’educare e nello stimolare i loro figli verso una sana pratica sportiva sia essa ludica, preagonistica o agonistica. E allora,
cosa devono fare i GENITORI per partecipare assieme a NOI all’educazione sportiva dei loro FIGLI?
Innanzi tutto bisogna creare le condizioni perchè i propri figli provino GUSTO e INTERESSE per lo sport. Bisogna saper ESSERE PRESENTI senza dare soluzioni pronte, SENZA chiedergli troppo o troppo poco, o FARGLI CREDERE DI ESSERE “PIU’ FORTE” di quello che è.
Ha potenzialità̀, limiti, obbiettivi, desideri, bisogni, motivazioni e incertezze che lo portano ad errori e successi.
Si deve con lui essere obiettivi ed usare messaggi chiari.
BISOGNA APPREZZARLO PER CIO’ CHE SA FARE ed esercitare insieme una analisi critica.
Se vogliamo educare dobbiamo avere la FERMEZZA, se vogliamo prepararlo alla vita da adulto dobbiamo pretendere che impari a pagare il prezzo delle mancanze e non eludere mai i doveri che gli spettano. E
parlando di SPORT, dobbiamo pretendere che ne impari e rispetti le regole e che rispetti il ruolo degli altri non dimenticando mai che dobbiamo insegnarli a competere e vincere sempre in modo leale e sulla base delle proprie capacita’ ed azioni.
Elenchiamo di seguito le principali mansioni e i comportamenti che chiediamo ai genitori per un efficace lavoro di “SQUADRA”.
—> ATTEGGIAMENTI DA EVITARE
Come Genitore NON PUOI e NON DEVI SOSTITUIRTI all’ALLENATORE, se lo fai rischi di dare suggerimenti contrari alle sue indicazioni, riducendone l’autorevolezza, e creando confusione nell’Atleta con conseguenze sul rendimento in campo. Non cadere nell’errore di pretendere che giochi come vuoi tu, senza tener conto
delle sue capacità, dei suoi desideri e delle indicazioni dell’allenatore.
Una volta accompagnato tuo figlio in campo, per l’allenamento o per la partita, il tuo compito si esaurisce qui!
EVITA di PORTARE la BORSA, NON ENTRARE nello SPOGLIATOIO o in CAMPO, invaderesti il suo spazio violandone il suo significato. Oltre che per motivi di privacy ricorda che lo spogliatoio è un
MOMENTO DI CONDIVISIONE E DI INTIMITÀ. Anche questo lo aiuterà a crescere e ad arricchire la propria autostima.
Durante le partite RAGGIUNGI la zona riservata al pubblico e fai sentire il tuo incoraggiamento.
RICORDATI che TUO FIGLIO TI OSSERVA e, magari senza dirtelo TI GIUDICA.
Certe esternazioni volgari o violente possono mortificarlo nei confronti dei compagni di squadra o della Società.
EVITA di denigrare i giocatori e le società sportiva avversarie, dai l’esempio, FAI SEMPRE il TIFO a FAVORE della squadra di tuo figlio, MAI CONTRO gli AVVERSARI, ricordati che sono bambini o ragazzi come il tuo, e tutti siamo qui per educare e divertirci.
Non muovere critiche ed evita di inveire contro il tecnico, molto spesso le sue scelte sono dettate da motivazioni di cui non sei a conoscenza.
Se ritieni che qualcosa non stia andando per il verso giusto RIVOLGITI al RESPONSABILE DEL SETTORE e fa sempre in modo che l’eventuale critica sia costruttiva per il bene di tuo figlio e dei suoi compagni.
EVITA di ESALTARE TUO FIGLIO, magari criticando i suoi compagni.
—> ATTEGGIAMENTI DA ASSUMERE
RISPETTA le decisioni del tecnico anche se non le condividi. Sarà la Società Sportiva ad intervenire se ne ravvede la necessità.
INFONDI sempre a tuo figlio SERENITA’ sia per quanto riguarda il suo rendimento che quello degli altri.
SII INDULGENTE sull’OPERATO degli ARBITRI e della FEDERAZIONE, per obiettività e coerenza dovresti assumere lo stesso atteggiamento che usi verso tuo figlio quando sbaglia.
AIUTA la SOCIETA’ SPORTIVA a crescere. C’è sempre bisogno di suggerimenti costruttivi.
Ogni squadra ha bisogno di un DIRIGENTE che tenga i contatti con la Società, l’allenatore e gli altri genitori; sono indispensabili anche nelle prime squadre giovanili SEGNAPUNTI e di DIRIGENTI ARBITRI.
Queste ultime due funzioni sono di fondamentale importanza per lo svolgimento dei campionati. I genitori sono invitati a rendersi disponibili per svolgere queste attività comunicandolo al dirigente della propria squadra o in alternativa al presidente.
PARTECIPA ATTIVAMENTE a tutte le manifestazioni della società, inquanto esse vengono organizzate ad esclusivo vantaggio dei ragazzi.
Per ogni problema che dovesse sorgere nell’ambito dell’attività sportiva (partite, allenamenti ecc.), è possibile chiedere personalmente i chiarimenti del caso al dirigente della squadra o all’allenatore. Meno i
genitori interferiscono col lavoro dei figli, più li aiutano a crescere.
La Società Lupi Santa Croce quest’anno ha trascritto sotto forma di decalogo (regolamento) una serie di norme sociali e civili di senso comune, destinato all’attenzione in particolare di atleti, allenatori e genitori: uno strumento che ha il puro intento di ricordare a tutti le buone regole del condividere una collettività nel quieto vivere e che ha forse l’ambizione di insegnare, a chi non ne avesse, il rispetto dei “momenti sociali” all’interno di un Palazzetto.
Due autorità societarie, Il Presidente Sergio Balsotti ed il Mister Michele Totire avvalorano questa iniziativa con le loro seguenti considerazioni.
IL PRESIDENTE SERGIO BALSOTTI:
“I genitori affidano i loro figli alle scuole con la speranza che trovino buoni docenti che, oltre alle nozioni, insegnino loro “a stare al mondo”.
Come Società sportiva, con questo decalogo, ci proponiamo di supportare genitori ed insegnanti nella crescita morale, oltre che sportiva dei ragazzi.
Quando un babbo od una mamma mi chiedono consigli sullo sport da far praticare a loro figlio, non credo di essere di parte suggerendo la pallavolo; ritengo che sia perfetto per uno sviluppo armonico del corpo di un adolescente e propedeutico per migliorare la coordinazione motoria ma, essendo uno sport di squadra è funzionale per imparare a stare insieme agli altri, a collaborare, aiutare, avere un ruolo, una responsabilità.
Se, dalle file del nostro settore giovanile uscisse qualche campioncino, ne saremmo felici; se poi avessimo contribuito a creare un buon cittadino, sarebbe come aver vinto un campionato.
E’ con lo spirito di queste riflessioni che invito ragazzi e genitori a leggere e ad applicare i concetti di questo “vademecum del buon atleta”.
IL MISTER MICHELE TOTIRE:
“Il decalogo che il nostro Club si appresta a presentare è un grossissimo passo avanti verso un’organizzazione sportiva di alto livello nel settore giovanile, in cui la società ha investito molto, sia nel maschile che nel femminile!
Il target principale del settore giovanile è quello educativo, gli allenatori sono prima di tutto educatori, loro formano gli uomini di domani insieme alle istituzioni scolastiche, insieme alle famiglie!
Imparare a condividere i momenti, i luoghi, gli avvenimenti è fondamentale per il domani di ognuno di loro. La pallavolo è una disciplina sportiva ideale per questo, basti sapere che si gioca nel campo più piccolo di tutti gli altri sport di squadra. Il mio invito, da tecnico della prima squadra dei Lupi, è ispirato da una citazione:
“Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo, bensì sull’idea di dare il meglio di sé!” (Gabriella Dorio, campionessa olimpica a Los Angeles nel 1984)
Concetto ideale per il settore giovanile!!
Se tutti i destinatari del decalogo dovessero “dare il meglio di sé” nella sua applicazione, la nostra piccola parte di mondo sarebbe migliore!”
Daniele Cro, 24 anni il prossimo 25 settembre: palleggiatore nato a Nola, 1.90 cm, indosserà per la Kemas Lamipel la maglia numero 8.
Simpatico e cordiale risponde sorridente alle nostre domande:
DANIELE LA SCORSA STAGIONE GIOCAVI NELLA MAURY’S ITALIANA ASSICURAZIONI TUSCANIA, CI RACCONTI LA TUA ESPERIENZA?
“Tuscania è stato il mio primo anno in serie A, provenivo dalla B: è stato un anno importante per me! Ho stretto un ottimo legame sia con la squadra che con i tifosi: con l’allenatore Paolo Montagnani poi ho ancora oggi contatti. Il palleggiatore titolare era Matteo Pedron: ho imparato tanto da lui e mi è stato utile quando l’ho sostituito per infortunio. Quindi una stagione molto positiva!”
QUESTA E’ LA TERZA SETTIMANA DI ALLENAMENTI: HAI AVUTO MODO DI CONOSCERE MEGLIO I TUOI COMPAGNI E LA SQUADRA. QUALI SONO LE TUE IMPRESSIONI?
“Assolutamente penso che siamo una squadra molto forte! E da avversario, in particolare non mi ricordavo così forte Wagner!”
E CON IL MISTER, MICHELE TOTIRE, COME TI TROVI?
“Totire all’inizio mi trasmetteva un po’ timore, mi sembrava tenesse un po’ più le distanze, ci dovevamo conoscere…ora siamo tutti più a nostro agio. A livello tecnico mi piace molto perché è meticoloso, persevera nelle correzioni finché non fai bene”.
REGISTA CON TE IN QUESTA AVVENTURA 2018-19 SARA’ ALESSANDRO ACQUARONE: COSA PENSI DEL TUO COLLEGA?
“Acquarone lo avevo visto giocare e mi aveva impressionato: nonostante la giovane età è un palleggiatore veramente molto dotato. Quando ho firmato con i Lupi sapevo che avrei fatto il suo secondo. Come palleggiatore so che posso imparare tanto da lui: è fantasioso, ha un gioco veloce e palle spinte. Sui fondamentali ho le mie qualità in difesa in battuta ed a muro”.
QUAI ALTRE PASSIONI HAI OLTRE LA PALLAVOLO?
“Sono un malato di sport: mi piace ogni disciplina, seguo tutti i campionati del mondo e leggo i risultati di qualsiasi sport…”.
DANIELE, QUALE PUO’ ESSERE IL MIGLIORE AUGURIO CHE PUOI FARE A TE STESSO?
“Auguro a me stesso di sfruttare al massimo questa stagione e ricavarne tutta la miglior esperienza -dai colleghi, dall’allenatore e dagli allenamenti – per poter far il prossimo anno quel salto professionale e qualitativo che desidero”.