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PREMIO "ALLA CRITICA" PER RICORDARE VITTORIO MENICAGLI
16-09-2011 07:15 - News Generiche
Nel contesto del Memorial Giancarlo Parenti troverà spazio anche il premio "alla critica" intitolato a Vittorio Menicagli (nella foto Aramini) altro noto sostenitore, venuto a mancare nel giugno del 2005 per un infarto fulminante in prossimità della Rampa Lami, meglio conosciuta dai santacrocesi come "la salita di Pallino". Perché, si chiederà qualcuno, il premio in questione è definito "alla critica"? Presto detto: Vittorio è stato un tifoso particolare, spesso estremo nelle sue valutazioni nei confronti della squadra, per la quale non c´erano mezze misure. Un giocatore era buono oppure non era buono, valeva oppure non andava bene, così come la squadra stessa. Da tifoso passionale e sanguigno, avrebbe voluto che ogni anno, l´obiettivo stagionale del club fosse stato centrato; per questo si batteva verbalmente in tribuna lanciando salaci battute all´indirizzo degli avversari, incoraggiando i suoi, apprezzandoli specialmente quando le cose andavano come nei suoi auspici. Il giocatore più amato da Vittorio, sicuramente uno fra i più amati, è stato certamente Leonardo Sabatini, il bomber degli anni Settanta che Menicagli, accompagnando allora a Pisa, l´allora vice presidente Giampiero Giuntoli per un colloquio con l´atleta, si vantava di "aver comprato", avendo partecipato all´incontro, precedendo gli allora vertici societari nella trattativa. Menicagli era un pungente battutista, quando era in forma non ce n´era per nessuno, la sera prima di cena, Sù Fossi o al palasport. I primi ad essere colpiti dai suoi "strali" erano gli amici più vicini, tutti rigorosamente dei "Lupi", ai quli non disdegnava "critiche" particolari. Uno fra i più colpiti prima della sua dipartita: sicuramente l´allora d.s. Luca Berti, specialmente durante la campagna acquisti, con un martellamento quotidiano. E poi, bonariamente, lui ne aveva per tutti: per chi scrive, per Leo Ciardi, per Urbino, per i tifosi e così via, nessuno escluso. Mollava tutto anzitempo quando le cose andavano male ("Per quest´anno ho chiuso" - diceva) tornando poi, speranzoso, per la stagione successiva. Si esaltava per le vittorie e, per lui, l´annata 2004-05 fu favolosa con la vittoria della prima Coppa Italia di A2 e la promozione in A1. Poi, avrebbe definitivamente "chiuso" lì, all´età di 65 anni in modo repentino, brusco com´egli stesso - che non voleva saperne di far la fila dal dottore, per un controllo - perchè, veramente, ce ne sarebbe stato bisogno. Vittorio, nelle vesti di medico di sè stesso, "contestava" per la "perdita di tempo", prediligendo una pedalata in bicicletta verso Fucecchio dove avrebbe fatto visita alla moglie Maria Rosa. Anch´ella, pochi mesi fa, è deceduta per un infarto, come a volerlo raggiungere il più in fretta possibile. Dopo la morte di Vittorio il Memorial Parenti è stato disputato in tre occasioni ed il premio "alla critica" è stato vinto, nell´ordine, da tre palleggiatori dei "Lupi": Dehne, Torre e Falaschi. A chi toccherà stavolta l´onorificenza? Lo sapremo fra poche ore. Una cosa per concludere: a Vittorio questa nuova squadra sarebbe piaciuta ed il positivo impatto di Cannestracci e dei suoi ragazzi sulla nuova stagione l´avrebbe reso fiducioso, avvicinandolo sù di morale al nuovo campionato dove, la sua "critica", avrebbe separato in fretta i biancorossi fra quelli "boni" e quelli "poo boni".