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NEGATA AI "LUPI" LA SEDE STORICA
06-08-2009 - News Generiche
A fine maggio sembrava imminente il ritorno dei "Lupi" nella sede storica di piazza Matteotti. Circolo Shalom, oratorio parrocchiale, la "sede" come la chiamano tutti quelli della società biancorossa. Invece no. Contrordine. La parrocchia ha fatto retromarcia e i locali, belli, ristrutturati pochi anni fa, per iniziativa dell´allora parroco don Livio Costagli, con una spesa finanziata dalla comunità di circa 800mila euro, non vengono concessi alla società biancorossa del presidente Agostino Pantani. Pantani e i "ragazzi" della Lupi Pallavolo ci sono rimasti male. Si sono sentiti giudicati non all´altezza di poter gestire un ambiente al quale, dall´inizio degli anni Ottanta fino alla chiusura per i lavori di restauro, avevano garantito la sopravvivenza. Un ambiente che considerano la loro casa visto che nel 1962, spinti e supportati dal giovane cappellano don Luciano Niccolai, i "Lupi" sono nati proprio lì, nell´oratorio parrocchiale. Lo scorso anno il presidente Agostino Pantani aveva scritto una lettera al proposto don Morello Morelli per prospettare il parziale utilizzo dei locali, con l´individuazione di ambienti nuovi senza usufruire, o usare in parte, l´esistente per non intralciare l´attività della parrocchia. L´idea era venuta a Pantani e al cda dei "Lupi" dopo alcuni colloqui con esponenti del consiglio pastorale parrocchiale che ritenevano questa la soluzione migliore per non far morire un ambiente nuovo e sottoutilizzato. I "Lupi" avrebbero riaperto il bar, dato modo ai giovani di potersi ritrovare e avrebbero anche avuto spazi in più per la sede. "Il 28 maggio - spiega Agostino Pantani - autorizzati dalla parrocchia avevamo annunciato il ritorno all´assemblea dei soci. Ora mi vedo costretto a dover spiegare ai tanti nostri sostenitori e alla cittadinanza che aveva accolto con favore l´iniziativa, che il progetto non è andato in porto. Certamente non per nostra colpa o per nostra mancanza. Sono e siamo molto dispiaciuti perché crediamo e credevamo di poter gestire al meglio un ambiente importante come i locali parrocchiali. Riteniamo e ritenevamo che fosse il modo giusto per contribuire ad avvicinare i giovani alla chiesa e allo sport. Mi auguro che la parrocchia trovi il modo di poter tenere aperto e usufruire al meglio questi locali che rappresentano la storia dei "Lupi" e di parte di Santa Croce, ai quali tanti santacrocesi sono legati".