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INTERVISTA A LORENZO TOSI
29-11-2010 22:26 - News Generiche
Le interviste continuano con un giovane "lupo": Lorenzo Tosi (a destra nella foto di Marco Bonucci, accanto a suo fratello Federico) momentaneamente fuori dalla panchina a causa di un malessere fisico ma, come leggeremo, questo non sta influendo sul suo umore.
- Secondo anno in prima squadra a Santa Croce, quali obiettivi hai rispetto a quelli dell´anno scorso? "Ho firmato un triennale, dallo scorso anno con Chicco Blengini abbiamo buttato giù un programma orientato ad una mia prima formazione tecnica come palleggiatore. Ovviamente la formazione, in particolar modo nel mio ruolo, è un processo che non si ferma mai".
- Come ti trovi a Santa Croce? "Il motivo per cui sono entusiasta di essere qui a Santa Croce è quello di lavorare con Chicco che, per me, resta un dei migliori allenatori del nostro panorama nazionale. A Santa Croce sto bene per tantissimi aspetti: per la gente, per i tifosi, per la Curva, per la serietà della società. Ad esempio, in questo periodo che sono infortunato, non passa un giorno che, sia lo staff medico, il direttore sportivo, Chicco, che tutti i ragazzi della squadra non mi chiedano come vadano le cose. Un infortunio pone il giocatore in uno stato che non è mai semplice da affrontare dal punto di vista psicologico, non mi sono mai sentito fuori dal gruppo, mi sento sempre coinvolto cioè un giocatore importante per la squadra, nonostante questo periodo non facile".
- Cosa ne pensi del movimento pallavolistico? "Penso che questo dovrebbe avere più visibilità, anche se ci sono ancora società che non meritano di stare nello sport in genere: mancano di una corretta etica sportiva ed inquinano il lavoro delle società che lavorano onestamente, come la NGM Mobile e tante altre. Ci sono alcune regole in questo sport che devono cambiare, noi giocatori siamo poco tutelati, per mia fortuna ho un procuratore: Davide Gollini che prima di tutto è un uomo e per lui, io vengo prima come uomo e poi come giocatore, non è poco".
- Un incidente come quello accaduto a William Snippe che ripercussioni ha sulla squadra? "Un incidente del genere, così importante, è veramente un dispiacere per un ragazzo come Willy, mi sarebbe dispiaciuto per chiunque ma per lui ho una punta di dispiacere in più perché penso al ragazzo che è: un grande atleta, umile, onesto e veramente buono. In un primo momento tutto il gruppo ha accusato un pò il colpo, perché pensi che poteva succedere anche a te, poi pensi che hai perso una pedina importante. Passato questo primo momento, ti rimbocchi le maniche e pensi che sono cose che nel corso di un campionato possono accadere e che il gruppo andrà avanti allo stesso modo. Quest´anno, come non mai, siamo veramente una cosa unica, siamo uniti, abbiamo giocatori che possono sopperire alla sua defezione, tutto resta come prima, andiamo avanti per la nostra strada col solito obiettivo: quello di essere una squadra di alta classifica".
- Hai messo l´accento sull´unità di questo gruppo in che senso lo stai dicendo? "Il vero gruppo sportivo non è solo quello che si ritrova a cena insieme o che fa le uscite dopo gli allenamenti, non basta. Il vero gruppo si vede in palestra, negli allenamenti, quando sudiamo e fatichiamo pensando all´obiettivo da raggiungere, senza mai dimenticarlo. Chi sta in panchina partecipa ai match come se fosse in campo, contento quando la squadra fa bene, pensando che chi è in campo se fosse in panchina avrebbe il solito atteggiamento che hai tu da fuori campo. Io sono fuori ma solo fisicamente, col cuore sono in campo con loro e sono contento. Questo per me è il vero senso di squadra e di gruppo che implica e coinvolge anche tutti quelli che stanno dietro ai sei giocatori in campo".
- La partita che più ti ha soddisfatto, vincendola, quest´anno? "Sicuramente la partita ad Isernia, è stata una battaglia dal primo all´ultimo minuto. Rimontare dallo 0-2 in nostro sfavore per poi andare al quarto set, sul 17-13 per i padroni di casa, con tutto il palazzetto che ci urlava contro, offendendoci è stata un´impresa. Noi, dalla nostra, avevamo in curva quel piccolo gruppetto di grandi, fedelissimi tifosi, che facevano quello che potevano; riuscire a rimontare andando a giocarci il tie break per poi vincerlo come abbiamo fatto noi, non è cosa da poco. Finita la partita e, li posso dirti di essermi emozionato, ci siamo stretti in mezzo al campo dicendoci che ci eravamo tolti una grossa soddisfazione dando grande prova di carattere. E´ stata una partita emblematica: ci ha fatto capire che panni vestiremo quest´anno in questo campionato. Siamo una squadra forte e contro di noi gli avversari sputeranno sangue".
- Siamo alla vigilia di un periodo fitto d´impegni, cinque partite in quindici giorni, come approccerete questo periodo? "Sarà un momento, per noi, delicato, non tanto perché in queste cinque partite incontreremo Padova e Ravenna, come molti pensano, ma per lo sforzo fisico e mentale che dovremo fare. Quando usciremo da questa sequenza d´incontri avremo sicuramente un´idea migliore di dove possiamo arrivare. Partiamo per questo periodo forti della nostra posizione, forti delle nostre prestazioni, forti delle nostre vittorie consecutive, quindi lo affronteremo con un morale alto. Siamo una squadra forte, seria, che lavora duro e siamo uniti, vediamo! Il tour de force sarà per tutte le squadre, noi reciteremo la nostra parte, sicuramente non ci accontenteremo, cercheremo di portare a casa il maggior numero di punti possibile, su questo non ci sono dubbi"!