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INTERVISTA A FRANCESCO MATTIOLI
15-02-2011 08:47 - News Generiche
L´intervista di turno è dedicata, oggi, ad un giocatore che da diversi anni è a Santa Croce, dove ha ricoperto diversi ruoli. Questo avremo modo di leggerlo nel corso di questo incontro,col nostro interlocutore fiorentino, laureando in architettura: Francesco Mattioli (nella foto di Marco Bonucci).
- Sono quattro anni che militi nelle fila dei "Lupi" di Santa Croce, se tu dovessi esprimere un pensiero, per ogni anno trascorso, che cosa diresti brevemente? "Il primo (2007-08) fu un anno partito con molte aspettative che furono rispettate parzialmente. Personalmente fu un´annata che non mi piacque anche se arrivammo a giocare i play-off, fu un anno difficile. Il secondo, quello con Dalù in panchina, contrariamente al primo, partimmo con aspettative modeste e facemmo un bellissimo campionato, fummo davvero bravi, tutti ricorderanno che non facemmo il salto nella massima serie per differenza partite vinte nei confronti di Loreto. Il terzo, ossia quello appena passato, cioè il primo con Blengini, abbiamo fatto un ottimo campionato, siamo partiti piano e siamo cresciuti nel corso dell´anno grazie ad un buon lavoro in palestra. Quest´anno è il migliore: abbiamo vinto la Coppa Italia, il resto lo stiamo vivendo".
- Tra lottare per fare il salto di categoria e lottare per la salvezza la spinta motivazionale cambia? "L´obiettivo di vincere un campionato è sicuramente più stimolante, a prescindere da questo un atleta deve trovare delle motivazioni proprie in base al suo contesto e quando esce di palestra con la borsa in spalla deve avere la consapevolezza di aver dato tutto per l´obiettivo prefisso, è stimolante lavorare bene e avere dei riscontri dal campo di gioco. Raggiungere la salvezza, io l´ho fatto con Latina due volte, è bello, ma vincere un campionato è fantastico, la spinta per raggiungere l´obiettivo è la stessa ma la soddisfazione al raggiungimento dello stesso è diverso. Vincere vuol dire arrivare primi ed è più difficile che lottare per salvarsi, non è detto che arrivi primo anche se hai l´organico migliore, la salvezza, invece, se la giocano in tanti e le probabilità di raggiungimento sono molte di più".
- Che cosa serve per vincere? "Se parliamo di sport individuali è la qualità dell´atleta, se parliamo dello sport di squadra ci sono molte varianti, per esempio, indipendentemente dalla qualità dell´organico, un fattore che può variare l´andamento di rendimento può essere anche un infortunio di un giocatore, è anche vero che in questo campionato conta tantissimo l´agonismo con il quale una squadra scende in campo ma per vincere un campionato bisogna giocare bene, sempre. Giocare bene sempre vuol dire che c´è qualità, c´è l´insieme che va nella stessa direzione, che il livello degli allenamenti è alto, un campione si capisce che diventerà tale da come si allena da quello che ci mette col fisico e con la testa e da che cosa riesce ad ottenere".
- Tu sei molto a contatto coi più giovani del gruppo, e per loro, essendo giovani non tutti i giorni saranno uguali, come ti comporti nei loro confronti? "La concentrazione è uno stato che si acquisisce giorno per giorno, è una qualità che va allenata, come un colpo d´attacco. Io rompo le scatole un po´ a tutti su questo, il mio intento è quello di far andare tutti insieme nella solita direzione e la concentrazione è alla base dell´allenamento".
- Palleggiatore, opposto, banda e qualche incontro fa hai giocato da libero, come ti sei sentito in questo ruolo? "Bene, mi sono divertito, è stato piacevole davvero, con questo ruolo potrei andare a giocare anche in A1".
- Trento, Verona, Latina, Santa Croce, se tu dovessi fare un bilancio di Francesco Mattioli pallavolista? "Sono stato un giocatore "normale" ossia forse avrei potuto fare di più, ma non lo so se ci sarei stato migliore, ho giocato in Europa con Trento e Latina ma non mi sento esaltato per quello che ho fatto, ho giocato in A1 ma ero sempre in panchina. E´ anche vero che a me cambiarono ruolo da opposto a banda all´età di 27 anni quando nacque la figura del libero, forse questo mi ha fatto perdere un pò di tempo per poter ottenere risultati migliori".
- Vinci la coppa Italia, la prima coppa in tutta la tua carriera, come l´hai vissuto quel giorno a Verona? "Noi la coppa l´abbiamo vinta alla fine del terzo set a Padova, dal quel momento in poi abbiamo preso quella fiducia che ci ha portato fino alla fine dell´incontro contro Ravenna, anche se la squadra romagnola avesse avuto tutti i titolari il risultato non sarebbe cambiato".