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TUTTI I COLORI DEI "LUPI"

01-05-2010 - News Generiche
Domenica 25 aprile 2010 ore 19,30 circa: cade l´ultimo pallone a terra al PalaTiziano di Roma e così si chiude la splendida stagione della Codyeco Lupi (nella foto di Marco Bonucci).
Il mio è stato un viaggio dentro un´avventura: la stagione 2009-10, un viaggio iniziato con l´intervista a capitan Paolo Emilio Baldaccini, detto "Balda", noto subito il suo piglio diplomatico ma perentorio nel dialogare e nell´esporre i suoi pensieri, con una nota di ironico sarcasmo, mi fa venire alla mente il colore verde elettrico.
Il salto c´è quando incontro Lorenzo Tosi, secondo palleggiatore dei "Lupi", un giovane ragazzo che porta già con se, insieme all´irruenza della gioventù anche una buona consapevolezza delle regole e della disciplina in genere, con lui penso al colore giallo chiaro, ma decisamente giallo!
La Codyeco ancora a zero punti in campionato, continuo il mio viaggio, ed è la volta del regista della squadra, Marco Falaschi, detto "Fala" apparentemente schivo ma in realtà molto disponibile, un pò contratto ma allo stesso tempo loquace è il giocatore con il quale ho parlato di più. Marco ha un mondo dentro che condivide in parte, per la stagione appena iniziata; mi dice di essere tranquillo e fiducioso perchè vede il lavoro che sta facendo tutto il gruppo, mi fa pensare ad un verde smeraldo tendente al marrone.
E´ la volta di Davide Papucci un ragazzo dall´atteggiamento apparentemente distratto, dalle risposte brevi, con lui l´intervista è stata veloce, molto sorridente, traspare una tranquillità d´animo che mi fa venire in mente un verde chiaro.
Attaccante per attaccante il viaggio prosegue con Ricardo De Paula, il rammarico che ho avuto con questo giocatore è di non saper parlare portoghese, avrei avuto probabilmente un´intervista più "aperta", è rimasto tutto il tempo con le braccia conserte, un po´ come quando gioca e tiene un atteggiamento serioso: è quello il suo modo di mostrarsi, ma s´intuisce che c´è molto dietro ciò che mostra, penso ad un arancio rossastro.
Altro salto e il viaggio continua passando per Lorenzo Rocchini detto "Rocco", la spensieratezza fatta persona, si definisce, e lo definiscono, molto trandy, ne va fiero, si piace, dice di aver bisogno di essere spronato dai compagni di squadra perchè così si sente considerato e la vive come una dimostrazione di affetto, mi fa venire alla mente un azzurro fluò.
Rosso, decisamente rosso il colore che mi viene in mente durante l´intervista con Sergio Noda Blanco, è determinato, nei match dimostra di non avere paura, qualcuno mi ha detto di lui: "Se dovessi scegliere qualcuno per andare in guerra, porterei lui".
L´energia di un torrente in piena, ecco la sensazione che ho nell´intervista con Filippo Taliani detto "Pippo", azzurro cielo, si, è un volo nello spazio, pieno di speranze, entusiasta e ponderato, consapevole della grande opportunità che gli sta dando la piazza di Santa Croce.
Altro tipo di entusiasmo è quello di Jimmy Prenen, un belga approdato nella piccola cittadina conciaria, all´inizio si dice spaesato, ma fa presto ad ambientarsi, cerca il sostegno del pubblico e l´ottiene, grazie anche agli innesti sapienti del tecnico Blengini, sfodera delle buonissime prestazioni, in alcuni frangenti anche trascinando la squadra.
Arancio, si è questo il colore che mi fa venire in mente.
Francesco Mattioli detto "Checco" è lui il giocatore successivo di questo bel viaggiare, sicuramente il viola, anzi mi ricorda l´indaco, il rosso che incontra il blu, la fermezza del blu che controlla l´irruenza del rosso, col suo atteggiamento apparentemente pacato e presente, fa da collante al gruppo, è una sicurezza, ha un´esperienza che lo fa giocare quasi sempre "a filo di gas".
Arrivo all´imponente Marco Dani detto "Danimura", mi ricorda una maestosa sequoia, acqua marina, sicuramente una miscela tra la maestosità fisica che ricorda il verde e l´indole fedele che è ispirata dal blu, un fiume di parole che scorre durante l´intervista, l´apertura di una diga che irrompe nella ritrovata Santa Croce.
Siamo quasi alla fine di questa prima tappa: intervista coi giocatori della Codyeco, è il turno di Federico Tosi, un giovane ragazzo un po´ introverso, fratello minore di Lorenzo, non riesco ad intuire se la sua sia riservatezza, timidezza o cha altro, sta di fatto che alla fine dell´intervista mi rendo conto che abbiamo parlato moltissimo e che ha avuto solo bisogno di un po´ di tempo per ambientarsi, lo stesso tempo che gli è stato dato qui a Santa Croce e che lui ha saputo sfruttare.
Un colore sicuramente chiaro, molto chiaro, su cui lui potrà scriverci molto della sua storia sportiva, una storia che è solo all´inizio.
Simone Montagnani, un ragazzo giovane, condivide gli studi scolastici con Federico, un ragazzo serioso, molto rispettoso, con la testa sulle spalle, mi viene alla mente l´acqua stabile di un lago dove dentro c´è un mondo sommerso, azzurro- marrone.
Inizio la seconda tappa del mio viaggio, lo staff :Gianlorenzo Blengini, detto "Chicco" di lui e su di lui penso di aver detto molto, la sua intervista è volata via in un soffio che è durato un paio d´ore e mezza, tant´è che siamo andati via che il PalaParenti stava chiudendo.
Quanta passione, quanta voglia di fare della buona, anzi dell´ottima pallavolo, ho respirato durante quest´incontro, quanta determinazione, quanta consapevolezza dei propri mezzi hanno attraversato questo tempo.
Passo a Fulvio Bertini e tocco la stima, la fiducia, la crescita professionale e umana di questo giovane allenatore in seconda che traspare nel racconto che mi fa del suo rapporto col gruppo ed in particolare con Chicco.
Di passione per la pallavolo, di professionalità e d´attaccamento al proprio mestiere vengo "travolta" da Matteo Morando, che colora qualsiasi riflessione o osservazione di mille colori.
La voglia di restare nella pallavolo dopo una buona carriera avuta come giocatore, e di poterlo fare in particolar modo nei "Lupi" di Santa Croce mi arriva moltissimo dal direttore sportivo Alessandro Pagliai, ottimo conoscitore del mercato pallavolistico e di quest´ambiente, colui che si moltiplica per mille pur di risolvere qualsiasi problema in seno alla società, un arcobaleno di colori.
E´ quasi finito il mio viaggio, m´imbatto nel vice presidente Leonardo Ciardi, il quale mi apre una finestra sulla storia, la lunga storia dei "Lupi", quasi cinquant´anni racchiusi in un´ora e mezza, mi rendo conto che di cose da raccontare ce ne sarebbero, quante battaglie sostenute, qualcuna persa, altre vinte e siamo ancora qui.
Durante questa intervista capisco che chi si avvicina ai "Lupi" difficilmente riesce poi a non farne parte, sembra che come "il canto delle sirene" che attirava Ulisse qui lo faccia la passione!
Sono alla fine del mio viaggio, resta l´ultimo personaggio, solo in ordine cronologico, il presidente del club biancorosso: Agostino Pantani un uomo che per un lungo periodo è stato lontano, per problemi familiari, dal mondo dei "Lupi" ma che non è riuscito a starci definitivamente, un uomo che ha un occhio di riguardo per le giovani leve con la volontà di dare un´opportunità a qualsiasi ragazzo che si voglia approcciare a questo sport con l´intento anche di riuscire ad aiutare le famiglie a far crescere i propri figli secondo le regole del rispetto e della buona educazione.
Signori e signore il mio viaggio per quest´anno si è concluso, ringrazio tutti per il tempo dedicatomi, un grazie di cuore va anche all´ amico Marco Lepri al secolo Lemar il quale mi ha permesso di accedere a questo spazio, entrando in ognuna delle vostre case con l´intento di restare tutti uniti attorno a questa squadra, una squadra che merita tutto il bene possibile.
Alla prossima.






Fonte: Diana Fiorini

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