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CRONACA DI UN PRESIDIO ANNUNCIATO

12-07-2010 - News Generiche
Luglio, venerdì 9 pomeriggio: parlo con Marco al telefono come molte altre volte, due battute sui "Lupi", sul prossimo campionato poi mi dice: vieni alle sei e mezzo davanti il PalaParenti, è chiuso ma facciamo un "presidio biancorosso", si parla un po´ con i ragazzi più giovani, se si ferma qualche tifoso si vende un po´ di materiale, rispondo OK passo a salutarvi con piacere.
Fa caldo, molto caldo, la settimana sta finendo e penso che sicuramente non ci sarà nessuno li fuori del palasport, man mano che mi avvicino in auto noto un insolito movimento, traffico, capannelli di persone che vanno in quella direzione ma avverto qualche cosa di insolito. Oltrepasso la caserma dei Carabinieri e mi rendo conto; sono tutte persone di colore, africani, ma che succede!
Davanti e tutto intorno al palasport una marea brulicante di ragazzi di colore, non c´è modo di parcheggiare, vedo delle braccia che mi fanno dei cenni in lontananza, sono Lemar e Busso che mi chiamano, somigliano molto agli ultimi del 7° cavalleggeri accerchiati dai pellerossa, riesco a fermarmi verso il pallaio e li mi raggiunge il generale Custer...pardon Marco Lepri e l´amico Busso Masini, trafelati e disorientati.
Mi parlano di una festa religiosa africana dentro e fuori il nostro beneamato PalaParenti, la nostra Casa, un vanto della Santa Croce sportiva e non. Alzo lo sguardo e lo vedo: illuminato com´è dal sole del pomeriggio sembra la grande balena bianca arenata sulla spiaggia assalita e penetrata da centinaia di persone che vanno e vengono intorno a lei e che entrano ed escono dai suoi orifizi spalancati.
Decidiamo di avvicinarci per vedere meglio, ci guardiamo intorno, siamo gli unici italiani in circolazione.
Ci sono dei banchi più o meno improvvisati che vendono merce di vario tipo anche di note griffes (sicuramente falsi) alcuni tipi ci offrono camminando un improbabile thè versato da una teiera calda portata in giro tra la gente, controlli commerciali e sanitari nessuno, vigili urbani "ziero", addetti comunali n.p.
Decidiamo di addentrarci nella pancia del cetaceo... anzi del palasport. Per un attimo rimaniamo inebetiti, caldo opprimente, puzza galattica, persone che bivaccano e pregano un po´ dovunque, impianto stereo che rimanda a volume altissimo una sorta di litania in lingua sconosciuta credo siano preghiere.
Quasi tutto il "nostro" terreno di gioco mondoflex è invaso da persone che si sollazzano sdraiati sui "nostri" adesivi pubblicitari che con tanto sacrificio reperiamo, paghiamo e posizioniamo sul Mondoflex perché anche questa per noi è una risorsa economica e contribuisce al nostro sostentamento. Sul terreno di gioco ci sono solo dei tappeti da preghiera e nessuno a pensato di coprirlo adeguatamente, non è stata tolta nemmeno la rete ed i pali di sostegno e anche sulle tribune si comincia a bivaccare.
Siamo sbigottiti ma si va avanti riuscendo a scattare anche delle foto col telefonino, lungo la tribuna bassa ci guardano come se fossimo marziani ma nessuno ci dice nulla (almeno credo), arriviamo al fondo dell´impianto dove abitualmente c´è la tribuna stampa, con le balaustre hanno formato una specie di recinto, solo che dentro ci sono donne e bambini stanchi, accaldati e rigorosamente sdraiati per terra, non credo sia giusto che nel 2010 in Europa si debba vedere questo tipo di discriminazione nei confronti delle donne trattate come animali rinchiusi, mi piacerebbe sentire chi si occupa di pari opportunità e bla bla bla... ma questo è un altro discorso.
Guardiamo tristemente il caravanserraglio e alzando gli occhi notiamo che in alto sulla curva è rimasto attaccato il nostro mitico striscione "forza vecchio cuore biancorosso" ci assale il dubbio di essere divenuti daltonici.
Continuiamo il tour ma ormai è palese: il PalaParenti è profanato e violentato, ancora nessuna traccia di forze dell´ordine e addetti comunali.
Dove abitualmente parcheggiano i giocatori, gli arbitri e i dirigenti c´è una specie di cucina all´aria aperta dentro vasche di plastica blu i "cuochi" dell´organizzazione sporzionano del cuscus (che non è l´abbreviazione di centro universitario sportivo due volte) ma un loro piatto tipico e con malcelata meraviglia ci accorgiamo che anche i corridoi degli spogliatoi sono pieni di gente che dorme sdraiata per terra, non oso pensare cosa ci sia nei bagni e nelle docce interni. Ormai vogliamo vedere tutto, Dante e Virgilio nei gironi infernali ci fanno un baffo.
Nell´ingresso principale dove c´è il bar siamo convinti di trovare qualche responsabile ma niente da fare..."ziero" anche qui, persino il buon Caronte con la sua barca non sel´è sentita di rimanere. Sempre in mezzo a questo brulicare notiamo che anche il bar è stato smobilitato e dietro i banconi vuoti si aggirano i "loro baristi" , increduli apprendiamo che la cosa andrà avanti in crescendo per tutta la notte fino alla mattina seguente e che ancora molta gente deve arrivare.
Finalmente usciamo ed a fatica tra la calca riconquistiamo il parcheggio della Coop e poi di li fino al bocciodromo ma anche qui continuano ad arrivare africani e alcuni sono già stesi per terra e sulle poche panchine.
Mentre ci salutiamo amareggiati arrivano dei volontari della festa del PD che si svolge proprio li di fronte: ci sembrano un pò tristi e rassegnati forse si sono resi conto che per stasera in fatto di affluenza non c´è gara salutiamo anche loro come ci si saluta quando si trova un compaesano all´estero.

Considerazioni: tengo a far presente che queste sono esternazioni del tutto personali e che ho solo preso momentaneamente in prestito questa tribuna e di questo me ne scuso con tutti i frequentatori del sito ma l´impegno che ognuno di noi dirigenti mette nella gestione della società è tale che almeno per mio conto certe cose è doveroso farle conoscere.
Tengo a far presente inoltre che non ho niente contro gli africani o con chi ha altre religioni ed altre usanze, ma vorrei solo che si usassero gli stessi pesi e misure con tutti e magari proporzionare gli sforzi a seconda delle realtà (credo che per questa festa sarebbe bastato concedere un campo sportivo o un parco all´aperto).
Dopo aver atteso per oltre vent´anni questo impianto ce lo dobbiamo sudare ogni giorno pagando oneri al Comune ed ottemperando a tutto ciò che ci chiedono le leggi vigenti e nonostante questo impegno non indifferente cerchiamo di mantenerlo meglio che si può senza che nessuno ci sostenga in nessun modo perché questa è la nostra casa ed un vanto per tutta la città.
Ma poi davanti a queste esperienze ci chiediamo se anche altri ai quali viene concesso l´uso di una simile struttura siano in grado di ottemperare a tutti gli obblighi che a noi vengono puntualmente richiesti (costo orario, assicurazioni, addetti antincendio e personale vario) e chi controlla tutto questo?
Dov´erano oggi i nostri amati amministratori, i loro "acerrimi" oppositori, le forze dell´ordine?
Io credo che una comunità debba valutare l´operato dei propri rappresentanti anche da queste cose che avvengono sul territorio e non solo dai battibecchi del "Palazzo".
Noi siamo sempre stati un´associazione sportiva apolitica e vorremmo continuare ad esserlo, ma ci siamo sempre sentiti vicino alla nostra gente, in mezzo a loro, e quindi non esiteremo a difendere i nostri ideali, la nostra cultura sportiva, la nostra storia e non in ultimo la nostra "Casa".

LEONARDO CIARDI
vicepresidente "Lupi" Pallavolo

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