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AMARCORD BIANCOROSSO ASPETTANDO CANTU´

06-12-2011 21:37 - News Generiche
Quattordici anni fa, esattamente il 20 dicembre del 1997 i "Lupi" affrontarono il Cantù nel campionato di B1, in trasferta, in Brianza. In quella stagione 1997-98, i biancorossi si imposero per 3-0 sia all´andata che al ritorno sui canturini e, nel girone di ritorno, al palasport di Fucecchio, accadde un fatto inedito.
Riviviamolo in questo articolo di Lemar, tratto dal "Giornalino" del 1998 da egli stesso curato.

UNA GARA DISPUTATA IN DUE IMPIANTI

E´ accaduto contro il Cantù quando, per le conseguenze di un temporale, arbitri e giocatori si sono dovuti spostare nella vecchia palestra comunale di Fucecchio - Emozioni e ricordi a non finire - L´orgoglio di Vittorio Menicagli.

Una partita disputata in due impianti per tornare indietro nel tempo. Fare, così, un tuffo a ritroso di quindici anni. Passare in definitiva dal campionato di B1 1997-98 a quello di A2 183-84, sempre nello stesso impianto: la palestra di via Leonardo da Vinci a Fucecchio.
E´ successo sabato 18 aprile 1998 quando la Codyeco Lupi ha ospitato i brianzoli del Cantù. Un forte temporale ha costretto i biancorossi, dopo il primo set, a lasciare il nuovo palazzetto dello sport per spostarsi nella vecchia palestra comunale a poche centinaia di metri di distanza.
Sul parquet dal palasport, infatti, filtrava acqua e, dopo pi di un´ora di attesa, si è ripreso a giocare proprio in quella vecchia e raccolta palestra dove, nell´indimenticata stagione 1983-84 , la Codyeco di Nassi, Innocenti, Nieri e Ventura, spiccò il volo in A1.
Per la cronaca la partita fra i biancorossi di Santa Croce ed il Cantù si è chiusa col punteggio di 3-0 in favore dei padroni di casa i quali, dopo aver chiuso il primo set col punteggio di 15-10, hanno vinto gli altri due - dopo aver cambiato impianto ed una cinquantina di minuti di sosta - rispettivamente per 15-5 e 15-7.
Sicuramente Nuti, Alessandro Bachi, Gozzi e compagni sono stati all´altezza della situazione.
Invano, fra i neroverdi ospiti, un vivace Gelasio ha cercato di scuotere i compagni di reparto ma, contro gli attacchi di Ferreri e le rigiocate di Furlotti e Trappmann c´è stato poco da fare.
Fra gli uomini di Glauco D´Oriano da menzionare la prova di Bachi che, nel ruolo di attaccante-ricettore, in sostituzione dell´indisponibile Max Falaschi, è stato perfetto soprattutto in ricezione.
Bene anche la difesa biancorossa oltre ad un servizio decisivo.
In occasione di quest´incontro, qualche vecchio tifoso di fede biancorossa, al ricordo dei vittoriosi confronti di tre lustri orsono, compreso chi scrive, è ritornato ai ricordi di allora.
Rimettere piede in quel vecchio (si fa per dire) impianto ha suscitato sopite emozioni, ha rievocato quasi in un lampo incancellabili ricordi.
Mi sono guardato intorno, dal campo di gioco, ed ho visto pochi "superstiti" rispetto ad allora, soprattutto fra i dirigenti.
Il presidente Gronchi si è accomodato in tribuna e mi sono chiesto cosa avrà pensato, se sarà ritornato anche lui indietro nel tempo, a quei "Lupi" di allora. Penso proprio di si.
Ho notato Leonardo Ciardi e poi basta. Grossomodo i "superstiti" erano quelli, il sottoscritto compreso.
La "palestrina" è rimasta la stessa. Scarsa l´illuminazione, l´ambiente piccolo, la tribunetta di legno sempre ben messa anche se ad occuparla erano pochi intimi e non c´era il pienone di un tempo con striscioni, tamburi, bandiere, cori ed entusiasmo per quella squadra pilotata in regìa dall´argentino Wiernes.
Ho dato un´occhiata agli spogliatoi, in particolare a quello, vecchio della Codyeco dove si cambiavano i "Lupi".
Paragonandoli a quelli del nuovo palasport di Fucecchio ho pensato: "Ma come avranno fatto ad entrarvi. Va bene erano in pochi. Masotti e Turini fra gli uomini della panchina, non erano poi dei marcantoni ma Gino Nieri il suo "posto" lo prendeva. Oggi sarebbe un problema farci entrare gente di due metri come Furlotti, Gozzi e Marcolini senza dimenticare che gli altri, fisicamente, sono tutti messi bene".
Ho dato un´occhiata al vecchio ripostiglio dove i ragazzi della "Fossa" deponevano il loro armamentario.
Ho ridato uno sguardo alla tribuna ed ho visto un ragazzo, con due o tre coetanei, agitare un bandierina biancorossa. Ho salito le scale, quelle in fondo della palestra e certe sensazioni erano molto vicine a quelli di tanti anni fa.
Erano però passati gli anni, i campionati ed i campioni, le stagioni con atleti celebrati ed altri meno, con gare vinte e perse, con tanta esperienza e con una punta di amarezza nell´aver visto una cittadina come Fucecchio - in questi quindici anni - metter su due impianti sportivi al coperto (dove per fortuna la Codyeco è stata signorilmente ospitata) e ritrovare, per il diciannovesimo campionato consecutivo, i "Lupi" a "giro dappertutto" per giocare il loro campionato con il nostro impianto in fase di costruzione che va avanti (però ci vuol coraggio a scrivere "va avanti") a pezzi e a bocconi; più a bocconi che a pezzi, direi.
Ma per fortuna arrivo alla svelta in cima alle poche scale ed eccomi in tribuna.
In campo ci sono sempre i "Lupi".
Marco Nuti scaccia la malinconia con una serie di scoppiettanti servizi in salto.
Fioccano i punti.
Vittorio Menicagli sottolinea e approva. Lui, vecchia anima biancorossa c´è sempre come allora.
"Noi ci siamo sempre" - dice al presidente Gronchi ed a pochi altri, poi con orgoglio ridacchia e mi guarda.
"Si - gli rispondo - noi non manchiamo mai!". (Lemar)

Nella foto: Andrea Gelasio. Questi ritroverà dopo 13 anni, giovedì prossimo i "Lupi" essendo lui, allora giovane schiacciatore, l´unico "superstite" dei due confronti di allora. Gelasio, nel Cantù, funge oggi da secondo libero all´età di 37 anni.

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